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28 dicembre 2004
Dimensione sogno

Capitolo III
(ROMY)
  Il "piattino"


   Quando arrivai sulla spiaggia e salutai la signora che da sempre aoccupava l' ombrellone accanto al mio, mormorai qualcosa di più del solito "Buongiorno".
   Avevo fatto la mia: non me la sono più tolta di torno! Fu l' inizio di un'amicizia con i fiocchi, un po' di nastrini e anche qualche "pon pon".
   Aanna Paolo: bruna, capelli lunghi, snella e misteriosa; aria di città, con figliolina di città e minuscolo cagnolino di città di nome Principino (ma si dava arie da re). Anna Paola: colta, riservata, silenziosa, dolce.
   Io: bruna, capelli corti, rotondetta e misteriosa come un bicchiere pulito e terso; due  figliolini e un grosso cane di nome King (ma si dava arie di proletario). Io: incolta (o almeno non colta quanto lei), chiacchierona, impulsiva, casinista.
   Certo, sembrerebbe impossibile parlare addirittura di un qualsiasi semplice accordo tra noi...altro che amicizia tutta ricamata!
   Appena capii che quella era una donna da cui avevo tanto da imparare, cominciai a parlare e non la smisi più (Va bè... non è che sia molto coerente, ma...). quando lei riuscì ad interrompermi, mi accennò al "gioco del bicchierino", che aveva scoperto a Torino, qualche tempo prima.
   Io ero al dodicesimo cielo (se si può) e la pregai di spiegarmi meglio. Se si pensa che eravamo al 1978, era quasi un'indecenza. non si parlava, allora, di fenomeni "paranormali"! io, poi, non sapevo nemmeno che cosa significasse, la parola "paranormale"!
   Anna Paola mi propose addirittura di provare insieme, e a me non parve vero! Ero così curiosa che la costrinsi -almeno credo- a venire a casa mia la sera stessa.(...)


Capitolo V
(ROMY)
la burocrazia dell'aldilà


   (...) Ormai da come il piattino scriveva, identificavamo subito chi ci si presentava: ogniuno aveva un suo stile, ben preciso e riconoscibile. Lyonel era dolcissimo ed umile; Amelio era saggio sapiente e modesto; (...)
   Quando conoscevamo un personaggio nuovo, eravamo in grado di distinguere se fosse uno spirito elevato o meno. I saggi, gli umili (soprattutto questi ultimi) erano i più vicini a Dio.
   Sempre, comunque, ho avuto l'impressione di averli tanto vicini da poterli toccare. e le prime volte era enorme lo struggimento che provavo per non poterlo fare. poi mi abituai a considerare solo il lato spirituale degli incontri, ed allora era come se li abbracciassi tutti. era come se mi stringessero in modo intangibile eppure palpabile. come una calda sensazione di protezione, di serenità.
   mi sentivo, in quei momenti, avvolta in un sentimento che potrei definire "amore": grande, infinito Amore... ma non basterebbe. non lo si può etichettare, ma so che un giorno io sarò lì con loro a farne parte.



* * *


   Furono Loro (Amelio per primo) a spiegarci come funziona la "burocrazia" dell' Aldilà.
   Dunque: Dio è Armonia, Luce, Musica, Colore.
   Esiste la Reincarnazione? Si, naturalmente.
   Lo spirito è uno e indivisibile, ma il suo perfezionamento avviene attraverso varie vite, che lo aiutano a crescere nella capèacità di amare Dio e il prossimo. Si tratta, insomma, di numerose esistenze, collegate fra loro secondo la logica di una maturazione spirituale.
   La sequenza delle esperienze terrene viene determinata dallo Spirito stesso: siamo noi, dunque, a sceglierci la vita, e non potremmo mai volerne una peggiore (in senso morale) delle precedenti. Dovremo sempre migliorare. e andremo su, sempre più su, fino ai massimi livelli spirituali. A quell punto non avremo più bisogno di incarnarci e raggiungeremo la perfetta conoscenza: faremo parte di un Tutto armonico e universale, pur conservando ogniuno la propria individualità. Per sempre.


* * *


   A me piace questo modo di mettere le cose: è quasi umano; è quasi razionale. E' logico.
   Intendo: si nasce, si vive (si fa una fatica) e si muore.
   si nasce e si muore solo per fare tutta questa fatica!
   Dobbiamo conquistare ogni piccola gioia e sappiamo che -dopo- dovremo soffrire per aver gioito un pochino!
   Sinceramen te, proprio perchè io sono razionale, non mi andava di sgobbare tanto per finire nel purgatorio ( non mi sono mai sentita tipo da Paradiso) fino al giorno del Giudizio. E comunque una certezza cel'ho: Diuo è sicuramente così superiore da non condannare qualcuno solo perchè ha capito male. e senz'altro ci offre altre chances.
   Io credo in Lui: lui è mio padre. e come potrebbe punirmi, se non dandomi un'altra possibilità? E poichè -umanamente- continuerò a peccare, come potrebbe farmi salire a Lui senza darmi via via maggiori opportunità?
   immagino un Padre comprensivo e severo, che mi prende per mano alla mia prima nascita e mi accompagna fino a quando saprò cavarmela da sola: fino a che sarò così saggia (...) da aver raggiunto ormai la mia ultima vita, e con essa la vetta.


  




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28 dicembre 2004
Dimensione sogno

Capitolo V

(Romy)

LA BUROCRAZIA DELL' ALDILA'

   Sin da piccola ero convinta che ogni cosa importante accadesse perchè doveva accadere. Da adulta capii che questo mio atteggiamento mi era valso il titolo di bambina abulica, senza sentimenti. In realtà nulla mi stupiva perchè davo tutto per scontato: dentro di me sapevo che tutto era già stato scritto.

   Crescendo cominciai a contestare la religione e ciò che insegnava: non riuscivo a credere che un Dio buono e misericordioso non potesse perdonare le sue stesse creature. Non riuscivo, benchè cercassi di farlo per non sentirmi blasfema. Allora, per tacitare la mia coscienza, mi inventai una religione su misura.

   Mi rendevo conto - ma non a grandi lettere - che nell' immensità del creato la nostra piccola vita è cosa di ben poco conto. Questo mi rendeva perplessa, e mi spaventava anche. Finchè non lessi di qualcuno che credeva in tante vite per ogniuno di noi.

   La teoria della Reincarnazione mi affascinò e ne parlai con mio padre (io mi capisco meglio, se parlo con gli altri: è per questo che parlo sempre). Scoprii che lui ci credeva; non ne era certo (non si può esserlo) ma l'accettava ("E perchè no?"). Piacque anche a me.


 * * *

   Avevo 19 anni quando vidi un fratello di mia madre nella bara. Non lo riconobbi: era il mio primo incontro con la morte di una persona cara. Lo guardavo e non lo riconoscevo; non era lui.

   Fu quando parlai con mio padre che capii: quello non era lo zio; era solo il suo contenitore. Ma dove era finito il contenuto: l'uomo che aveva saputo farsi amare, che scherzava con noi? Tutto quel ben di Dio, dove era finito? Non poteva essersi dissolto nel nulla!

   Fui certa, improvvisamente, che lo zio continuava a vivere, da qualche altra parte. Un giorno ci saremmo ritrovati. Dio non poteva aver creato tutto quell'amore per un tempo così breve! Sarebbe stato assurdo avere a disposizione tanto amore e sfruttarlo così poco....e Dio non può essere assurdo! Ecco perchè ebbi l'assoluta certezza che "morte" non significasse "fine".

   Ma poi anche mio padre era morto. Ne ero stata straziata, come accade a tutti. E mi ero rassegnata, come fanno tutti.

   Avevo perso ogni fede, però. Non ricordavo più nulla di ciò che mi ero costruita, e non mi era di conforto la possibilità di una vita nell' Aldilà: io volevo mio padre con me. Perfino l'idea della reincarnazione che tanto mi aveva affascinata quando ne parlavamo insieme, ora mi infastidiva: non sopportavo di pensare che lui potesse continuare a vivere con un'altra famiglia. Era morto, e non l'avrei rivisto mai più.

   Una sera, mentre passeggiavo con mio marito e i miei figli, la mia bambina guardò il cielo zeppo di stelle e mi chiese: "Mamma, il nonno è lassù? Non lo rivedremo più?".

   Restai zitta per un minuto: un lunghissimo minuto. Dipendeva da me, mia figlia; la sua vita futura dipendeva da me: me lo aveva insegnato mio padre.

   "Certo che lo rivedremo. Se lo vorremo forte forte, con tutto il cuore, lo rivedremo!"

   E iniziai, per i miei figli, la favola che avevo vissuto con mio padre e che mi avrebbe aiutato a vivere senza di lui.

 * * *

   A questo punto della mia vita "Qualcuno" - ne sono sicurissima - mi aveva offerto un'alternativa.(...)


   Questo capitolo del libro lo ha scritto mia madre....la bambina di cui parla....sono io.....Da qui deriva la mia concezione della vita e della morte....la mia filosofia di vita...   Quando è morta mia mamma....è stata questa filosofia che mi ha aiutata a superare la sua mancanza.....Se mi ha lasciato è perchè il suo compito qui, sulla terra, accanto alle persone che l' hanno amata, è terminato....Mi ha allevata facendo in modo che crescessi forte e sicura di me....ha cercato di darmi delle certezze....dei punti fermi....e ci è riuscita....Ho tanto sofferto per la sua morte...ma grazie a mia madre, ho saputo darle un significato....




permalink | inviato da il 28/12/2004 alle 9:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
27 novembre 2004
il contenuto in poche parole....


(...)E' una strana storia, quella che vi verrà qui raccontata e di cui siamo state protagoniste(...)la mia amica Romy, io e -da un certo momento in poi- mia figlia Donatella.



Si tratta di avvenimenti all'insegna dell'immaginazione, che tuttavia hanno condotto alla scoperta di un nuovo ed innovativo metodo per entrare in comunicazione con se stessi, autoanalizzarsi, ed autorafforzarsi. (...) E' una tecnica fondata (...)sui "sogni ad occhi aperti", sul "giocare razionalmente con la fantasia". Perchè è stato proprio così, semplicemente "giocando" con la fantasia, che abbiamo scoperto che dentro ciascuno di noi esiste "qualcosa" che abbiamo chiamato "Io Superiore" o "Io Spirituale": una parte del nostro Io più profondo; un "Essere" immaginario, eppure efficente e ponderato, col quale è possibile stabilire un dialogo per trovare conforto e consigli, e -sopratutto- per conoscere meglio se stessi; un "Essere"del quale la scienza non si è mai occupata, ritenendo facesse parte del campo di indagine della parapsicologia o - tutt'al più- della religione(...)



(Dimensione sogno, A.P.Rossi)




permalink | inviato da il 27/11/2004 alle 22:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
27 novembre 2004
dimensionesogno

   E' da questo libro che ho preso il nome per il mio blog....L'autrice non l'avrà a male, ne sono certa, è la più cara amica di famiglia che io abbia.....Questo libro ha un significato molto particolare per me...per un milione di motivi, primo fra tutti è che, una delle persone che lo hanno scritto, è mia mamma....Non compare come autrice sulla copertina perchè il libro è stato pubblicato dopo la sua morte e l'editore non poteva, per legge, metterla fra gli autori...Il secondo motivo per cui mi è caro, non meno importante, è che rappresenta il raggiungimento di una parte dei sogni delle due persone che lo hanno scritto.....Rappresenta una parte della mia vita.....Racchiude la mia filosofia di vita....in esso sono racchiuse tutte le mie convinzioni....Un piccolo libro, scritto dalle persone che più amo....e ho amato al mondo.....rapresenta la mia forza e la mia serenità.....Perchè è questo che ti trasmette quando lo leggi....forza...e serenità.....e in più è anche divertente......scritto bene, in modo semplice....scorrevole....eppure....speciale.....perchè racconta di cose speciali.....




permalink | inviato da il 27/11/2004 alle 16:16 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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